Coda di paglia (La)

Vita periodico

1946

Titolo

La coda di paglia

Sottotitolo

Settimanale antipolitico satirico

Luogo di pubblicazione

Venezia

Tipografia - Casa editrice

Tip. Fantoni

Sede

Redazione e amministrazione: S. Sofia 4244

Numero pagine

4

Formato

50x35

Prezzo

£. 12, a.a. £. 540, a.s. £. 259, a.t. £. 145

Periodicità

Settimanale

Pubblicità

Si

Organi direttivi

Direttore responsabile: Cesare Cuttin

Firme e collaboratori

Bronzi, Lupo, Lucius, Il raschietto

Profilo storico editoriale

“La guerra l’abbiamo perduta? L’abbiamo vinta? Siamo stati cobelligeranti? Non lo siamo stati? Abbiamo contribuito ad abbattere un sistema iniquo? Siamo ancora fascisti? Non lo siamo più? Non lo siamo mai stati? Tutto ciò non ha e non ha mai avuto alcuna importanza ai fini del trattamento che ci faranno. La realtà vera e inevitabile, i fatti determinanti per cui noi dobbiamo subire l’altrui arbitrio sono di elementare semplicità. Noi siamo deboli e disarmati. Gli altri sono forti e armatissimi e in virtù dei cannoni che ci puntano addosso possono impunemente toglierci i soldi di tasca, il pane di bocca e la classica libbra di carne dal petto. (…) Una cosa, però, chiediamo che ci sia risparmiata, ed è la predica, la morale che con classica ipocrisia i nostri grassatori ci fanno per convincerci della loro giustizia e per indurci a ringraziarli per ciò che ingiustamente ci tolgono. Non parlateci più, per favore, di motivi ideali, di giustizia, di libertà, di democrazia, parole che per voi non superano il valore degli slogans pubblicitari dei quali siete maestri. (…) Avete vinto la guerra ed ora raccogliete i frutti della vostra vittoria. Ciò è biologicamente giusto. (…) Fermatevi dunque alla biologia, se volete giustificare il vostro operato. Non vi inoltrate in altri pericolosi campi. Non venite a raccontarci che avete combattuto per abbattere le dittature, per liberare l’umanità dalla paura, dal bisogno, dalla schiavitù, affinché in un mondo pacifico gli uomini potessero vivere liberi e felici. Non parlateci più, per favore, degli orrori che il fascismo ed il nazismo hanno commessi, fino a quando non vi sarà possibile parlarci, senza arrossire, dei Boeri, della Irlanda, dei seicentomila macedoni massacrati in Jugoslavia, dell’aggressione alla Finlandia, ai paesi Baltici, alla Polonia. (…) Oggi noi soltanto che abbiamo subito il fascismo e che siamo costretti a subire voi siamo in grado di giudicare. Perciò, per favore, accontentatevi di sbranarci. Non fateci la predica. Non avete il diritto di farcela. Avete la coda di paglia”, La coda di paglia, I, n. 1 (4 agosto 1946).
L’editoriale d’apertura è piuttosto esplicito: non ci troviamo di fronte ad una delle numerose riviste satiriche e umoristiche pubblicate nell’immediato dopoguerra, bensì ad un periodico dai chiari contenuti politici. Le vignette, le freddure, le barzellette pubblicate sono tutte finalizzate per uno scopo preciso: contrastare l’espansionismo slavo (e comunista) nei territori giuliani e istriani. Il periodico probabilmente è espressione di ambienti istriani e triestini residenti a Venezia, o forse nella città lagunare si sono trovate migliori condizioni per stampare il giornale, la cui naturale destinazione sembra però essere Trieste e il territorio italiano del confine orientale (lo si desume dalle inserzioni pubblicitarie prevalentemente di negozi triestini). Oltre al pronunciato anticomunismo viene anche contestata la politica internazionale sulla questione: il n. 3 (18 agosto 1946) è poi esplicito, in ultima pagina, infatti, è pubblicato il reportage fotografico Documentazione sulla legalità imperversante nella zona A della Venezia Giulia.

Reperibilità

Biblioteca Nazionale Marciana

Collocazione

in attesa di collocazione

Consistenza

I, n. 1 (4 agosto 1946); I, n. 3 (18 agosto 1946)

Conservazione

Buona-mediocre

Compilatore

Soggetti

Parole chiave