Pensiero Democratico (Il)

Vita periodico

1910

Titolo

Il Pensiero Democratico

Sottotitolo

Organo ufficiale dell’Unione Democratica Veneziana

Luogo di pubblicazione

Venezia

Tipografia - Casa editrice

Premiate Off. Grafiche M. Norsa

Sede

Redazione: nei locali dell’Unione Democratica

Numero pagine

4

Formato

50,3x34,5

Prezzo

Cent. 2

Periodicità

Settimanale

Cronache locali

Si

Pubblicità

Si

Organi direttivi

Gerente responsabile: Domenico Altieri

Profilo storico editoriale

Quello che si presenta come l’“Organo Ufficiale dell’Unione Democratica Veneziana” è, a tutti gli effetti, un foglio elettorale pubblicato in occasione delle elezioni amministrative del 26 giugno 1910. Pubblicazione dunque estemporanea e dovuta principalmente al fallimento delle trattative tra democratici, repubblicani, radicali e socialisti di dare vita ad un blocco popolare che potesse contrastare l’egemonia clerico-moderata della Giunta guidata da Filippo Grimani. Il cosiddetto bloccardismo, del resto, aveva già dato i suoi frutti in altri centri importanti del Veneto e dell’area padana, anche se si era spesso trattato di esperimenti limitati nel tempo e messi in discussione, ad esempio, dall’intransigenza di alcune delle sue componenti. A Venezia il mancato accordo avrebbe portato anche questa occasione alla sconfitta dei partiti d’opposizione. In questo contesto “Il pensiero Democratico” rappresentava il tentativo far apparire i democratici veneziani – che comunque potevano contare anche su un quotidiano importante come “L’Adriatico” – come la parte maggiormente danneggiata dal fallimento delle trattative. La cronistoria di tale fallimento venne ricostruita da Ernesto Montagnari in un articolo comparso sul primo numero intitolato La coda del blocco. Nei quattro numeri pubblicati uno spazio rilevante è dedicato ai punti del programma elettorale, in particolare al problema delle case, alla scuola popolare, alle condizioni delle famiglie povere. Molto evidente la sua matrice anticlericale: “Gli elettori democratici che intenderanno significare col loro voto essere tempo alfine che all’Amministrazione attuale, altra ne succeda che riabiliti Venezia nel concetto d’Italia, che finalmente dimostri non essere la città nostra un’appendice del Vaticano; (…) tutti gli elettori di parte democratica che sentiranno un senso di ribellione contro il dominio pretesco, contro il conservatorismo vassallo della Curia voteranno – ne siamo certi – la nostra lista”, La nostra battaglia, I, n. 3 (18 giugno 1910). Al Consiglio comunale vennero candidati, tra gli altri, Giovanni Bordiga, Traiano Mozzoni, Carlo Ratti, ma anche un conservatore come Pietro Orsi, futuro podestà di Venezia.

Reperibilità

Museo Correr

Collocazione

Giorn. B 19/f

Consistenza

I, n. 1 (4 giugno 1910) – I, n. 4 (25 giugno 1910)

Conservazione

Buona

Compilatore

Soggetti

Parole chiave