Nuova Italia socialista (La)

Vita periodico

1951-1952; 1966-1968

Titolo

La Nuova Italia socialista

Sottotitolo

Organo del Movimento Nazionale Radical-Socialista [da I, n. 5 (12 dicembre 1952)] Organo del Partito Radical-Socialista [I, n. 1 (31 ottobre 1966)] Quindicinale di politica e di cultura

Motto

[da I, n. 1 (31 ottobre 1966)] Socialisti europei unitevi

Luogo di pubblicazione

Venezia

Tipografia - Casa editrice

Grafiche Editoriali A. Giuriola [da I, n. 2 (1 febbraio 1952)] Officine Grafiche F. Garzia [da I, n. 1 (31 ottobre 1966)] Tip. Serenissima

Sede

Direzione, redazione e amministrazione: S. Polo, Rialto n. 1 [da I, n. 1 (31 ottobre 1966)] Direzione, redazione e amministrazione: S. Croce 597

Numero pagine

4

Formato

58x41,5 [da I, n. 1 (31 ottobre 1966)] 53,5x38

Prezzo

£. 30, a.a. £. 300 [da I, n. 1 (31 ottobre 1966)] £. 40 a.a. £. 1.600

Periodicità

Irregolare

Cronache locali

Si

Pubblicità

Si

Organi direttivi

Direttore responsabile: Eugenio Boldrin [da I, n. 1 (31 ottobre 1966)] Direttore politico: Filippo Pezzangora; direttore responsabile: Giuseppe Mineo

Organi redazionali

Direttore responsabile: Eugenio Boldrin [da I, n. 1 (31 ottobre 1966)] Direttore politico: Filippo Pezzangora; direttore responsabile: Giuseppe Mineo

Firme e collaboratori

Filippo Pezzangora, Eugenio Boldrin, Luigi Muzzatti, Il Cancelliere, A. Guerriero Numis, Luigi Locati, Michele Sorrentino, M. Morgana, A.M. Vitale, Gino Masini, Angelo Lino Brighenti, Libero Pecci, Guglielmo Levi, G.B. Belloni, Umberto Dinelli, Luca De Feo, D. Miracco, Mauro Cesco Frare, Anna Leone, Ugo Pace, Colin Jones, Vittorio Righetti, Renzo Marcato, Giuseppe Minzoni, Dario Puccini, Gian Paolo Favero, Piero Boni, Filippo Amato, Paola Pavanini, Holaf Von Bonin, Giuseppe Mineo, Sandro Reggiani, Aldo Cattaneo, Ettore Monaco, Mirko Valle, Nello Mariani, Arturo Frizziero, Gianni Nicolao

Profilo storico editoriale

“L’osservazione storica della funzione degli attuali partiti italiani ci ha portato alla conclusione che solamente una nuova alternativa da porre tra D.C. e comunisti potrà eccitare l’opinione pubblica per raggiungere un concreto e reale fine politico: creare uno Stato veramente moderno e democratico. (…) Noi, pur riallacciandosi alle vecchie e nobili tradizioni del radical-socialismo, presentiamo agli Italiani un programma positivo e concreto in difesa dello Stato moderno e democratico, un programma di ricostruzione nazionale, morale e materiale, di riforme sociale serie e possibili dando l’espressione e articolazione politica a quella opinione media del Paese che esige di essere tutelata e difesa da ogni estremismo qualunque ne sia il colore. Il nostro Movimento si assume l’impegno ideale di inserire la classe lavoratrice, articolata nelle sue varie categorie, nello Stato, mantenendo la divisione dei poteri con limiti ben definiti. (…) Il nazional-radical socialista supera il concetto classico del capitalismo ottocentesco e del socialismo marxista, perché l’uomo libero moderno non può più considerare la disoccupazione con la conseguente miseria come effetto ciclico della economia produttiva, così come lo Stato moderno ha il diritto di intervenire nel mondo della produzione per impedire la formazione di monopoli, i quali, per l’accumularsi dei capitali e per la rottura dell’equilibrio dei servizi prestati alla collettività, usurpino i poteri di competenza dello Stato stesso”, F. Pezzangora, Perchè siamo nati, 28 ottobre 1951.

Il periodico è espressione dei circoli radicali attivi in città; sul primo numero sono anche pubblicati i punti programmatici del Movimento Nazionale Radical-Socialista che, tra le altre cose, aspira alla soppressione delle frontiere e la costituzione di un’Europa federata, la lotta contro i trust nazionali ed internazionali, la compartecipazione della classe lavoratrice agli utili di produzione, inoltre si propone di superare definitivamente l’antitesi fascismo-antifascismo – si veda il lungo editoriale Superare ogni antitesi, I, n. 2 (1 febbraio 1952) sostenitore di una pacificazione tra fascisti e antifascisti -, l’indipendenza effettiva della magistratura, l’istituzione di una Corte costituzionale. La pubblicazione si occupa anche di questioni politiche nazionali (ad esempio sulla questione di Trieste) e di carattere locale, promuovendo inchieste d’attualità, nel primo numero viene ripreso un articolo di Ernesto Rossi pubblicato su “Il Mondo”. Particolare attenzione viene dedicata agli aspetti morali della politica, al malcostume e alla corruzione. Il periodico, che nel dicembre 1952 diventa organo del Partito Radical-Socialista, si propone più esplicitamente di essere una terza forza nel panorama politico italiano, cfr. G. Levi, Noi e gli altri nella politica italiana, I, n. 5 (12 dicembre 1952). Il periodico riappare con lo stesso titolo dopo quasi un quindicennio di silenzio, mantenendo la stessa impostazione politico-editoriale della serie precedente, e concedendo maggior spazio di approfondimento alle vicende politiche, sindacali e di attualità locale (Venezia e terraferma) e anche internazionale. A differenza della prima serie si attesta però su posizioni di sinistra e nettamente antifasciste (ricordo di Egidio Meneghetti), richiamando spesso l’esperienza resistenziale, cfr. U.D. [Umberto Dinelli], La resistenza veneziana e le sue radici, I, n. 2 (15-30 novembre 1966), con notizie sul fascismo delle origini e i Cavalieri della Morte); II, n. 3 (1-15 maggio 1967), F. Pezzangora, La “Resistenza” e, in seconda pagina, Lettere e profili di partigiani (veneziani e non), poesia di Alfonso Gatto, U. Dinelli, Primavera della libertà. Il periodico auspica una nuova riunificazione delle forze socialiste nel Psi e si dimostra attento alle vicende della federazione veneziana del Psu, cfr. Cosa avviene nella Federazione?, II, n. 4 (1-15 luglio 1967). Alcuni interventi si schierano in favore della legge sul divorzio, altri promuovono una campagna per la pace internazionale e contro il regime franchista. Dal II, n. 1 ((15-28 febbraio 1967) ospita Appunti per un dibattito sul movimento operaio a firma di Omicron. Vi è anche qualche articolo sull’arte e la letteratura. Sul n. 6 (1-15 aprile 1968) e n. 7 (16-30 maggio 1968) il giornale invita “i compagni socialisti” a votare i seguenti candidati del Psu: Matteo Matteotti, Sandro Reggiani, Carlo Franchini, Armando Gavagnin.

Annotazioni

Una nota pubblicata sul primo numero ricorda che il giornale “rappresenta il sacrificio degli iscritti: uscirà, pertanto, quando potrà e come potrà”, poi “esce, se può, ogni mese”. Il primo numero non indica l’annata né il numero del fascicolo. Nel 1966, con la ripresa della pubblicazione, la numerazione delle annate ricomincia da anno I.

Reperibilità

Biblioteca Nazionale Marciana

Collocazione

PER.DDS. 172.4

Consistenza

21 ottobre 1951 – n. 2 (1 febbraio 1952); I, n. 4 (1 agosto 1952) – I, n. 5 (12 dicembre 1952); I, n. 1 (31 ottobre 1966) – III, n. 7 (16-30 maggio 1968)

Conservazione

Buona

Compilatore

Extra

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Soggetti

Parole chiave